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Dicono di noi...L'OSPITALITA' SI FA EMOZIONALE
Atmosfere, colori e profumi alla base dell'esperienza benessere del Des Nations di Riccione
02-11-2011
L'ospitalità si fa emozionale
Atmosfere, colori e profumi alla base dell'esperienza benessere del Des Nations di Riccione
L'olfatto è in grado di risvegliare i nostri ricordi più profondi i Massimiliano Sarti
Atmosfere,
personalità e grande attenzione al benessere psicofisico degli ospiti,
in una prospettiva coerentemente olistica dell'individuo e degli
ambienti. La carta d'identità del Des Nations di Riccione è tutta qui.
Un ritratto un po' originale per una struttura della riviera romagnola,
tanto che chi vi entra per caso può rimanere persino un po' sorpreso.
«Noi, però, non vogliamo piacere a tutti a ogni costo», racconta il
direttore Chantal Michaux. «La nostra è una casa di charme in riva al
mare, situata nell'area più tranquilla di Riccione, dotata di un centro
benessere per la mente e per il corpo, e frequentata da una clientela
cosmopolita che ama farsi coccolare: sia leisure, sia business, insomma,
ma con un taglio wellness per tutti».
In un contesto del genere, le
atmosfere diventano allora un fattore fondamentale. «Per me gli
ambienti di un hotel», riprende Michaux, «devono rispecchiare l'anima di
chi lo gestisce e di chi vi soggiorna. È per questo che ho pensato di
realizzare un albergo dalla forte personalità, costituito da tanti
angoli diversi, spesso ispirati alle mie numerose esperienze di viaggio.
E per farlo non ho certo adottato un design minimalista, che mi pare
più adatto a strutture fatte in serie e senza anima: luoghi dove, più
che aria di ospitalità, mi sembra, a volte, di respirare le atmosfere
alienanti del Tempi moderni di Charlie Chaplin. A mio avviso, invece,
tutti dovrebbero avere in casa almeno un mobile antico: un oggetto che
non è mai uguale a un altro, che non è riproducibile e che, per questo
stesso motivo, è dotato di un'anima propria».
C'è quindi molto legno
nel Des Nations, niente truciolato e pochissima plastica. Ma
soprattutto, a dominare ogni cosa, ci sono colori e profumi. Prima
ancora di essere albergatrice, Chantal Michaux è infatti un coach
emozionale, un counselor professionista, che nella ricerca del benessere
psicofisico dei propri ospiti trova la propria principale motivazione
all'accoglienza: «L'olfatto, in particolare, è un senso spesso
dimenticato, ma in grado di risvegliare i nostri ricordi più profondi,
spesso legati ai periodi spensierati della fanciullezza. Per rievocarli,
e per creare l'armonia olfattiva più adatta a ciascuno dei miei ospiti,
io faccio perciò molto affidamento sui fiori. Non necessariamente veri:
anche di seta, per esempio, che poi io stessa profumo con le essenze
più adeguate alle singole circostanze». Già, perché Chantal Michaux è
anche un coach olfattivo ed è in grado di realizzare profumi
personalizzati sulla base di ogni specifica esigenza. «La floriterapia»,
riprende Michaux «è uno strumento essenziale per il coach emozionale.
Così come lo sono i colori, le cui varie tonalità caratterizzano tutte
le nostre camere. Quando un ospite viene da noi, gli addetti alla
reception sono abituati a osservare, ad ascoltare e a interpretare voci
e comportamenti: a capire, in altre parole, le caratteristiche di chi
si trovano di fronte, in modo da assegnare a ciascuno la stanza del
colore più adatto alle proprie esigenze. Così, per esempio, se una
persona è particolarmente stressata, meglio puntare sulle nuance di blu e
verde, mentre una coppia in viaggio romantico potrebbe facilmente
preferire le calde tonalità del rosso».
È chiaro, perciò, che tutto
parta dall'ascolto e dalla comprensione dell'ospite: «Si può favorire il
benessere psicofisico delle persone solamente parlando con loro: gli
aspetti esteriori da noi contano relativamente o, per lo meno, sono solo
una conseguenza della conoscenza approfondita di ciascuna individualità
con cui ci confrontiamo. È per questo motivo che spesso mi risulta
difficile spiegare il concept della nostra offerta benessere. Colori,
profumi, suoni, e persino i principi Feng-Shui sulla cui base creiamo
ambienti più armonici possibili, sono tutti strumenti di cui ci serviamo
per creare il contesto emozionale più adatto alle caratteristiche
specifiche dei nostri ospiti. Perché ogni elemento dell'ambiente in cui
viviamo condiziona la nostra esistenza. Si tratta di principi certo
diffusi nelle filosofie orientali, ma che sono presenti anche alle
radici della nostra cultura occidentale. Solo che oggi sono stati un po'
dimenticati. Basti pensare ai Romani, che non costruivano le proprie
case se non in punti ritenuti propizi».
Un concept di ospitalità
emozionale, quello del Des Nations, che naturalmente deve fare
affidamento su personale adeguato al suo stile. «Oltre alle competenze
necessarie alla propria specifica professionalità», conclude Michaux,
«ogni nostro collaboratore va, infatti, incontro a un percorso di
formazione individuale, che curo io personalmente. Già in fase di
selezione, inoltre, sto molto attenta alle caratteristiche
psico-attitudinali dei candidati: in modo che al front desk si trovino
solo persone dalle buone capacità relazionali, che abbiano piacere a
dialogare con gli altri; e che il back office, invece, sia costituito da
individualità più pignole e regolari»
Un approccio olistico alla realtà
Il counselor è un professionista esperto di salute psico-fisica. A differenza dello psichiatra, tuttavia, non prescrive psicofarmaci, né, come lo psicologo, fornisce consigli. «Il suo compito», spiega Chantal Michaux, «è quello di ascoltare e di aiutare le persone, con le domande e il dialogo, a trovare autonomamente le soluzioni ai propri problemi e ai propri disagi». L'attività del counselor ha solitamente un approccio olistico al benessere e, per raggiungere i propri obiettivi, può far ricorso a varie tecniche emozionali, tra cui anche la floriterapia, l'uso dei colori e persino, in fase di analisi, la numerologia. «Già la semplice data di nascita può dire molto sulle caratteristiche di una persona», aggiunge Michaux. «I numeri, infatti, sono pregni di significati. La cifra araba che rappresenta il due, per esempio, può essere interpretata come un uomo disteso sulla terra. Ciò vuol dire che il due partecipa al contempo della natura spirituale degli esseri umani e della qualità materiale della terra: racchiude quindi in sé il principio dell'equilibrio tra gli opposti, dell'eterno dualismo tra lo yin e lo yang. Ma anche i nomi di battesimo possono essere rivelatori di molte informazioni. Tutto, insomma, può contribuire alla comprensione delle diverse personalità che di volta in volta ci si trova di fronte. Da qui poi si può tratteggiare un programma d'intervento su misura. L'importante è essere consapevoli che qualsiasi strategia può funzionare solamente con l'attiva partecipazione di chi decide di intervenire sul proprio equilibrio psicofisico. Senza volontà e coerenza, senza la giusta attitudine mentale, anche il programma meglio costruito non ha infatti alcuna speranza di funzionare».
Identikit di Chantal Michaux e del suo albergo